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domenica 4 marzo 2012

Domenica Pomeriggio

Scorro vecchie foto. Me l'ha chiesto L., ha detto di fargli avere una mia foto da piccola in cui vedo me stessa.
Non riesco a trovarla. Non riesco a trovare il momento in cui mi sono persa ed ho iniziato a vivere una vita tanto per fare. C'è una foto di mio padre e me abbracciati per il suo 50esimo compleanno. guardo i suoi occhi e sono così diversi da quelli rassegnati che mi trovo ad odiare ogni singolo giorno. Scusa babbo ma sono arrabbiata e vorrei che qualcuno mi tenesse tra le braccia e stesse ad ascoltarmi. 

martedì 6 dicembre 2011

Andando

Agosto - Dicembre.
I pensieri hanno smesso tutto d'un tratto di fluire in parole scritte.
Ed hanno lasciato il posto ad una lenta presa di coscienza. Lentissima a dire il vero.
Il viaggio è ancora molto lungo eppure mi sembra di essere a buon punto.
Alcune maschere sono scivolate via. Altre cavoli proprio non riesco ad abbandonarle.
Colpa della buona educazione. Della paura di non essere "sociale".
Ciò che so di nuovo è che nessuno può dirmi che non valgo o che non merito. Nessuno può tentare di dirmi che non sono abbastanza per un qualsivoglia motivo. La taglia dei pantaloni o il taglio di capelli, il modo in cui rido, o quello in cui cammino.
Ciò che sono, ciò che so, non sta in questo. Ma sopratutto non è in discussione.
Non è materia giudicabile dagli altri.
E se poi proprio non ne possono fare a meno beh....non mi interessa nè mi tange.
Strano a dirsi pensando che fino a poco tempo fa agognavo l'approvazione altrui per sentirmi parte di qualcosa.   Nella speranza di appartenere. Appartenere a degli affetti. Appartenere ad un gruppo riconosciuto.
In realtà scopro di appartenere a me stessa. Ed alla vita di cui sto cercando di riappropriarmi per viverla al massimo delle mie capacità. Voglio raggiungere il momento in cui la mia volontà e le mie azioni saranno sovrapposte. Così questo dannato ginocchio mi lascierà in pace.
Per ora alcune cose non sono capace di farle. Non riesco a farmi scivolare via responsabilità non mie. Non riesco a non farmene carico perchè inconsciamente il fare è ancora legato a doppio filo al valere.
Ma voglio imparare. Imparerò. In fondo... rimane un viaggio senza fine.

martedì 23 agosto 2011

La Conoscenza

Di parole in punta di lingua ne ho tante.
Tuttavia ce ne sono alcune che ad un certo momento diventano cariche di urgenza e frettolose di trovare una via d'uscita dalla mia testa. Forse tentano di salvarsi da un ingranaggio impazzito...o forse solo perché sarebbe importante una risposta per poter placare il peregrinare dei miei pensieri.
Questo è uno di quei casi.
Mi interrogo sul perché le persone che mi circondano non mi conoscano affatto. Ora partiamo dalle stupidaggini: se per esempio non sai che alla montagna preferisco il mare perché mi dà pace al cuore, se non sai come mi piacerebbe che organizzassi una serata per farmi divertire e renderla speciale, allora come puoi essermi a fianco? O Per meglio dire....
Posto il fatto che non reputo di costruire barriere per evitare di farmi vivere, se non mi conosci nella superficialità della vita come puoi pensare di riuscire a lambire anche solo lontanamente i miei sentimenti ed i miei pensieri più intimi?
E dunque le affermazioni... io ti sono vicino/a, io ci sarò sempre, io ti ascolto che significato o quale valore hanno?
A meno che l'affetto esibito sia indipendente dalla conoscenza che hai della mia anima, ma piuttosto legato a doppio filo alla tua esigenza di rivestire un ruolo e di farti sentire buono e compassionevole ed altruista e sopratutto AMICO.
Ed in quest'ultimo caso ciò che resta della fiducia spesa nell'ennesimo rapporto "fallocchero" non è altro che amarezza.

domenica 24 luglio 2011

Il mio equilibrio instabile

Certo dall’esterno ciò che riflette è senz’ombra di dubbio una situazione di benessere.
In realtà il confine tra gioia e disperazione è labile ed è in giornate come questa che mi strozza la gola e mi rende altalenante tra una risata ed un pianto a dirotto.
Una brutta notizia che mi riporta ai margini del baratro dei rimpianti, in cui cadrò senza fine qualora non riesca a pronunciare quelle semplici parole che mi allontanano così tanto da te.
Parole messe a tacere dall’astio che invece sgorga spontaneo e senza controllo.
Una bellissima notizia che mi riempie di gioia e mi ricorda che ad amare non ci vuole poi nulla.
Ma… una bella notizia che mi sbatte in viso i miei limiti. L’impossibilità di compiere una scelta; l’impossibilità di condividere una decisione e la vita stessa.
La convinzione è che le cose non cambieranno per me… o meglio che non saprò cambiarle.
Io non so se vorrei. Ciò che mi strazia è non avere la possibilità di deciderlo.

lunedì 18 luglio 2011

La Brezza

Stasera mi ha accarezzato la pelle nell'arena dove stavo facendo lezione di tango.
Dopo tanto tempo un formicolio e la mia mente ed i miei sensi cominciano a risvegliarsi.
Mi risulta ancora molto difficile movimentarmi la vita.
Fare cose nuove senza provare imbarazzo o disagio ma sopratutto senza avere paura del cambiamento.
Così ogni volta devo costringermi razionalmente a mettere in moto la parte emotiva.
Eppure questa sera dopo tanto mi sono quasi sentita bene.
E' come avvertire che sì, sono ancora cristallizzata in abitudini ormai sterili, tuttavia il ghiaccio si sta piano piano sgretolando e prima o poi il calore lo porterà a sciogliersi del tutto.
Sono in movimento. Tutto scorre ed il pessimismo cosmico che mi abbraccia sta iniziando a scontrarsi con un leggero brivido di serenità.
Questa brezza che prima o poi trasformerò in tornado.

domenica 26 giugno 2011

Thelma e Louise

In effetti io sto diventando aniziana.
Ieri al matrimonio alcuni mi hanno salutato ed io ho persino dovuto dire "scusa sai ma di te non mi ricordo proprio".
E poi: ma dove vi siete conosciute?
E che gli racconto che picchiavamo lo stesso sacco??? E' sì eravamo compagne di boxe....
Da quanto vi conoscete? Boh.... ci ho anche provato a fare mente locale ma non riesco a darci una collocazione temporale precisa... nove anni? Forse qualcosa meno? MAH....
Allora oggi mi ci sono messa di impegno, visto che ieri il prosecco non era collaborativo.
Sì in effetti condividevamo il sacco da boxe e avevamo le spin bike vicine.
Quando le nostre strade si siano incrociate mi è tuttavia impossibile ricordarlo.
Quello che resta sono le nostre lunghe chiacchierate in sauna.
Strano due perfette estranee che riescono a condividere così intimamente i propri pensieri ed esperienze che di certo non si possono condividere con chiunque.
E poi alcuni momenti in cui ricordo perfettamente il supporto di Louise: quando cornuta e mazziata vagavo per la palestra facendo outing e lei mi ha offerto una spalla su cui piangere; quando mi ha sgridata perchè impaurita non volevo frequentare il corso da tecnico dell'accoglienza turistica.... il biglietto della sua bomboniera di laurea che porto sempre con me.
Poi sono arrivate le sveltine: così tanto in così poco tempo.
Ci si sarebbe potute perdere: invece no, nonostante i chilometri ed il tempo a disposizione.
Forse è ancora l'effeto del prosecco ma questa cosa mi commuove profondamente.
E poi la gioia di vederti intraprendere un nuovo viaggio così felice.
Finisce che pure io che sono caustica e sfiduciata, e che so che certe cose non faranno mai parte di me, ci prendo gusto a leggere le favole. 
Ci sono cose che non si calcolano e che non hanno bisogno di essere costruite.
Strade che semplicemente si uniscono, per brevi o lunghi tratti, per una volta soltanto, o che continuano ad unirsi per tutta la vita.
Però che bello averti incontrata.

Thelma