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domenica 26 giugno 2011

Thelma e Louise

In effetti io sto diventando aniziana.
Ieri al matrimonio alcuni mi hanno salutato ed io ho persino dovuto dire "scusa sai ma di te non mi ricordo proprio".
E poi: ma dove vi siete conosciute?
E che gli racconto che picchiavamo lo stesso sacco??? E' sì eravamo compagne di boxe....
Da quanto vi conoscete? Boh.... ci ho anche provato a fare mente locale ma non riesco a darci una collocazione temporale precisa... nove anni? Forse qualcosa meno? MAH....
Allora oggi mi ci sono messa di impegno, visto che ieri il prosecco non era collaborativo.
Sì in effetti condividevamo il sacco da boxe e avevamo le spin bike vicine.
Quando le nostre strade si siano incrociate mi è tuttavia impossibile ricordarlo.
Quello che resta sono le nostre lunghe chiacchierate in sauna.
Strano due perfette estranee che riescono a condividere così intimamente i propri pensieri ed esperienze che di certo non si possono condividere con chiunque.
E poi alcuni momenti in cui ricordo perfettamente il supporto di Louise: quando cornuta e mazziata vagavo per la palestra facendo outing e lei mi ha offerto una spalla su cui piangere; quando mi ha sgridata perchè impaurita non volevo frequentare il corso da tecnico dell'accoglienza turistica.... il biglietto della sua bomboniera di laurea che porto sempre con me.
Poi sono arrivate le sveltine: così tanto in così poco tempo.
Ci si sarebbe potute perdere: invece no, nonostante i chilometri ed il tempo a disposizione.
Forse è ancora l'effeto del prosecco ma questa cosa mi commuove profondamente.
E poi la gioia di vederti intraprendere un nuovo viaggio così felice.
Finisce che pure io che sono caustica e sfiduciata, e che so che certe cose non faranno mai parte di me, ci prendo gusto a leggere le favole. 
Ci sono cose che non si calcolano e che non hanno bisogno di essere costruite.
Strade che semplicemente si uniscono, per brevi o lunghi tratti, per una volta soltanto, o che continuano ad unirsi per tutta la vita.
Però che bello averti incontrata.

Thelma



venerdì 24 giugno 2011


Sola Solissima

E' veramente assurdo.
Sentirsi soli a casa propria, nei propri luoghi, con la propria gente.
Sentirsi così profondamente soli da avere la necessità di scrivere i propri pensieri perchè non si ha con chi condividerli.
Passano giornate in cui scambio pensieri solo con me stessa.
E certo tutti sono molto bravi ad esserti amici per circostanza, per buonacreanza o per interesse.
O per l'attimo di godimento che fa comodo a tutti.
Ma poi all'atto dei fatti qualcuno a cui interessi sul serio di te non c'è.
Qualcuno che voglia condividere. Solo perchè sei tu... con le tue paturnie e le tue allegrie.
Che amarezza mi mette sapere che se non muovo io la pedina nessuno è disposto ad iniziare la partita.
E allora la muovo perchè tanto diversamente non so fare... perchè finchè resto qui non posso fare diversamente.
Ma è la prima volta in tanti anni che spero che questo cavolo di cellulare squilli e che la proposta sia buona.
E allora io e il mio trolley rosso troveremo altre terre.
Magari più ospitali  magari meno, sicuramente diverse. Probabilmente più vere e sincere.
Certuni pensano che andare sia sinonimo di scappare. Forse prima di etichettare con la supposizione della verità dovrebbero pensare che quando si ha fame e quello che c'è nel piatto è indigesto prima o poi si finisce per andare a caccia di altro.
Ecco questo è quello che voglio.
Qualcosa di nuovo.
Qualcosa di buono.
Qualcosa di vero.

martedì 21 giugno 2011

perchè

La ragione è che ho troppi pensieri in testa. A volte sono così tanti che mi diventa persino impossibile pensare. E finisco per fermarmi a respirare e ad assaporare il mondo in qualsiasi modo mi si presenti di fronte agli occhi.
Questo per certi versi finisce per paralizzarmi nelle decisioni e nelle scelte.
Forse trascrivendo alcuni di questi vagheggiamenti farò più posto a tutti gli altri che diventeranno liberi di fluire.
Forse servirà solo a mettere un punto ad alcune riflessioni.
Intanto provo... il mio amico L. dice la cosa che gli fa più rabbia è chi non prova.
Penso abbia ragione. Senza provare non si può scegliere e quindi non si può evolvere.
Quindi al diavolo la paura!

domenica 19 giugno 2011

il viaggio

L'ansia ed il desiderio di conoscere ed assaporare il nuovo fanno parte del mio essere.
Intrappolata in una situazione insostenibile e tra mura che sento ostili viaggio nella solitudine della mia mente verso luoghi e sensazioni nuove a cui spero prima o poi di potermi concedere. Nell'attesa di un viaggio vero.
Ma perchè le mie parole vengono interpretate in maniera così variopinta e con per giunta la presunzione dell'esattezza?
Cos'è che ci impedisce di affidarci e semplicemente di sentire senza tante complicazioni?
Perchè dobbiamo pianificare, analizzare e supporre? Non possiamo semplicemente condividere il viaggio?