E' veramente assurdo.
Sentirsi soli a casa propria, nei propri luoghi, con la propria gente.
Sentirsi così profondamente soli da avere la necessità di scrivere i propri pensieri perchè non si ha con chi condividerli.
Passano giornate in cui scambio pensieri solo con me stessa.
E certo tutti sono molto bravi ad esserti amici per circostanza, per buonacreanza o per interesse.
O per l'attimo di godimento che fa comodo a tutti.
Ma poi all'atto dei fatti qualcuno a cui interessi sul serio di te non c'è.
Qualcuno che voglia condividere. Solo perchè sei tu... con le tue paturnie e le tue allegrie.
Che amarezza mi mette sapere che se non muovo io la pedina nessuno è disposto ad iniziare la partita.
E allora la muovo perchè tanto diversamente non so fare... perchè finchè resto qui non posso fare diversamente.
Ma è la prima volta in tanti anni che spero che questo cavolo di cellulare squilli e che la proposta sia buona.
E allora io e il mio trolley rosso troveremo altre terre.
Magari più ospitali magari meno, sicuramente diverse. Probabilmente più vere e sincere.
Certuni pensano che andare sia sinonimo di scappare. Forse prima di etichettare con la supposizione della verità dovrebbero pensare che quando si ha fame e quello che c'è nel piatto è indigesto prima o poi si finisce per andare a caccia di altro.
Ecco questo è quello che voglio.
Qualcosa di nuovo.
Qualcosa di buono.
Qualcosa di vero.

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